
“Quando non sapevo più che cosa pensare, invece di pensare, disegnavo.”
– C. G. Jung, Ricordi, sogni e riflessioni (1961)
Il disegno è uno strumento che permette di dare forma a ciò che spesso non riesce ancora a diventare parola. Attraverso le immagini, la persona può esprimere emozioni, ricordi e movimenti interiori che sono difficili da definire verbalmente, perché troppo complessi, troppo precoci o ancora inesprimibili.
Disegnare non serve a “fare arte”, ma a rendere visibile un processo interno: mentre la mano traccia linee e colori, il mondo psichico si organizza e si mostra. Questo permette allo psicologo e al paziente di osservare insieme ciò che emerge, con delicatezza e senza forzature. L’immagine diventa così un ponte tra l’esperienza vissuta e la sua comprensione, uno spazio sicuro dove è possibile esplorare conflitti, desideri e risorse.
Inoltre, il disegno facilita una regressione creativa e protetta: permette di avvicinarsi a parti infantili della personalità senza esserne travolti, favorendo l’integrazione e il cambiamento. È un modo gentile, profondo e insieme attivo per incontrare sé stessi.

